Come costruire un bastone da rabdomante

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La rabdomanzia è un’antica arte divinatoria con la quale si riteneva possibile individuare nel sottosuolo acqua o filoni di metalli. Si pratica tradizionalmente con uno strumento da rabdomante che può consistere in

1) una bacchetta biforcuta a forma di Y
2) due bastoni a forma di L, che vengono usati in contemporanea. La costruzione di questo strumento risulta, in entrambi i casi, molto semplice. Procediamo con ordine e prepariamoci a costruire una bacchetta a Y.

Cosa serve

Rami di nocciolo

Appendini di metallo

Nastro

Corda

Tronchese

Come fare

  1. Il materiale impiegato per eccellenza in questo caso è il legno, in particolare dell'albero del nocciolo: basta procurarsi dunque due rami di questa pianta. Per costruire la bacchetta occorre legare insieme due estremità dei bastoni, per esempio con dello spago o del nastro adesivo, facendo in modo da divaricare i rami fino a ottenere una sorta di V. A questo punto, la bacchetta è pronta, e si impugna a due mani, che devono essere applicate sulle estremità libere dei rami che si biforcano, volgendo la parte legata in avanti e mantenendo lo strumento in lieve tensione all'altezza, all'incirca, del proprio plesso solare (ossia la bocca dello stomaco).

  2. Per costruire il doppio strumento a L occorre invece utilizzare il metallo. Per la sua realizzazione, leggermente più complicata, si possono impiegare degli appendini in metallo che vanno recisi in tre punti, con precisione, utilizzando, per esempio, una tronchesina o altro utensile capace di tagliare il metallo.

  3. I punti in cui incidere sono i due in corrispondenza della base del gancio ricurvo e un terzo che si trova all'incirca a metà della parte orizzontale più lunga. Una volta compiuta questa operazione, liberatevi del gancio e piegate i lati "inclinati" delle due parti metalliche che vi restano fino a raddrizzarle ad "angolo retto": otterrete in questo modo due bacchette di metallo a forma di L. In questo caso, impugnate le bacchette stringendo con la mano la parte corta della L e facendo attenzione a tenere i lati più lunghi in posizione orizzontale, in modo da farli rimanere paralleli al terreno che ci si avvia a esplorare. E' possibile inoltre evitare di tagliare in corrispondenza della metà la parte più lunga dell'appendino e inciderla invece in una delle sue estremità, in modo da poter sfruttare completamente la sua lunghezza nella realizzazione della "L". In questo caso, naturalmente, sarà necessario procurarsi un altro appendiabiti su cui ripetere la stessa operazione per ottenere la seconda L, che sarà maneggiata nello stesso modo. Durante l'uso, le due bacchette si incroceranno o divergeranno per segnalare la presenza o l'assenza di acqua o metalli in un determinato terreno.

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